Aforismi sul Vino, Citazioni e Frasi Famose sul Vino

Il Vino nelle parole di grandi scrittori, pensatori e poeti che, dalle origini ad oggi, hanno voluto e saputo descrivere questo affascinante nettare in aforismi e citazioni di grande forza espressiva

Glossario del Vino - Terminologia

Dizionario sulla terminologia dei vini.

Vitigni Italiani

La vite è una pianta antichissima che da milioni di anni è presente nelle zone temperate del pianeta; solo da qualche migliaio di anni però si è cominciato a produrre vino.

Bicchieri da Vino

Tutte i tipi di bicchieri per il vino.

Tabella Temperature Medie Vini

La temperatura di servizio del vino è un aspetto fondamentale che consente di apprezzare le sue qualità organolettiche in modo appropriato. La tabella che segue riassume le temperature di servizio per le varie tipologie di vini.

venerdì 20 gennaio 2012

Enografia Spagna

La Spagna, per molti anni un gigante addormentato, ha una grande tradizione vinicola perché si facevano grandi vini rossi già nel '700, ma dopo l'invasione della fillossera alla fine dell'800 c'è stato un po' di disorientamento. Le vicende politiche degli anni '30 hanno fatto si che la Spagna venisse esclusa da molti mercati internazionali, e insieme ad un po' di arretratezza tecnologica si è giunti fino agli anni '70.
Nel corso degli anni '80 la Spagna ha avuto un risveglio prepotente in tutti i settori della sua economia, ma è negli anni '90 che è letteralmente esplosa. Il vino ha seguito un po' questa sorte, negli anni '90 è ridiventato uno dei grandi vini nel mondo imponendosi anche a prezzi elevati nel nome della qualità.

Jerez - Lo Sherry Ribeira del Duero Rioja Navarra Costers del Segre Madrid Penedes Carinena

In Spagna la vite viene coltivata un po' ovunque ma ci sono delle zone che ovviamente vanno distinte. La zona storica è la RIOJA, situata a nord tra Bilbao e Madrid dove si producono i grandi vini rossi con corpo e spessore. Questa regione prende il nome dal "Rio Oja", il fiume Oja che è un'affluente dell'Ebro vicino ai Pirenei. La vite si sviluppa su tre tipi di terreno: calcareo, ferroso ed alluvionale.

Il vitigno principe a bacca rossa è il TEMPRANILLO, da "temprano" che significa "presto", "precoce", perché matura presto, nella prima quindicina di settembre è spesso tutto vendemmiato. Questo vitigno è versatile, dà struttura e potenza ma anche eleganza e finezza, mettendo insieme i caratteri migliori del CABERNET SAUVIGNON e del SANGIOVESE. Altri vitigni a bacca rossa della Rioja sono il GRACIANO, la CARINENA e la GARNACHA TINTA, mentre quelli a bacca bianca sono la MALVASIA e la GARNACHA BLANCA.
I vini provenienti dall'Alta Rioja e dalla Rioja Alavesa sono aromatici, di acidità relativamente alta e di moderato contenuto alcolico, mentre quelli della Baja Rioja, generalmente ottenuti da Garnacha, hanno un superiore grado alcolico ed un corpo di spessore.

Al centro, attraversata dal fiume Duero, c'è la RIBEIRA DEL DUERO che è la zona della grande innovazione vitivinicola spagnola, dove l'uva base è sempre costituita dal TEMPRANILLO anche se si hanno vini meno austeri e più equilibrati rispetto alla Rioja per l'apporto in uvaggio di CABERNET SAUVIGNON. Si usa quasi esclusivamente legno piccolo, barrique, e concorrono ai vini anche altri vitigni come ALBILLO, MALBEC, GARNACHA e MERLOT.
In Ribeira del Duero ha sede l'azienda considerata un mito per la Spagna, la Vega Sicilia, il vino Unico è considerato il top dell'enologia spagnola e il Bodega Alion noto come seconda etichetta è rapidamente giunto al successo.

Ci sono anche altre zone importanti in fermento, ci dobbiamo spostare nel versante di Barcellona dove ritroviamo dei vitigni già famosi in Francia come la GARNACHA TINTA (Grenache) ed in Italia come il CARINENA (Carignano). Si ottengono dei vini immediati e piacevoli soprattutto nel PENEDES dove è stata importata tecnologia francese e sono spuntate aziende di una modernità straordinaria che caratterizzano le loro etichette con il disegno di una barrique proprio per sottolineare che stanno lavorando nella direzione dei Francesi. La regione vitivinicola del Penedes è situata sulla costa del Mediterraneo e gode di un clima mite. I terreni sono argillosi, calcarei e poveri di materie organiche. Le varietà più comuni a bacca bianca sono MACABEO (VIURA), XARELLO, PARELLADA, ed altri più tradizionali come il RIESLING e SAUVIGNON BLANC, mentre quelle a bacca rossa sono GARNACHA TINTA, CARINENA, TEMPRANILLO e MONASTRELL.
Nel Penedes si producono anche dei vini spumanti a volte pregevoli, i famosi «Cavas», per i quali si applica il metodo tipo champenois quasi esclusivamente su base CHARDONNAY (Brut Blanc).

Enografia Francia

La Francia




Il Cognac

Il Cognac è un'acquavite di vino AOC. Siamo intorno alla città di Cognac nella regione della Charente, un dipartimento 130 km a nord di Bordeaux suddiviso dal 1938 in 6 cru di produzione:

Il termine champagne significa campo o campagna, mentre la parola bois indica l'antica presenza di boschi in territori ora argillosi.
Queste zone sono disposte a cerchi concentrici intorno alle città di Cognac e Jarnac e si distinguono in base al calcare del terreno ed al clima.

L'uva alla base di questo distillato è l' UGNI BLANC (al 90%, sono però marginalmente utilizzate anche la FOLLE BLANCHE e la COLOMBARD), simile al TREBBIANO e prodotto appositamente per la distillazione.
La vinificazione in bianco dà vini di alcolici i quali vengono distillati entro il 31 marzo successivo alla vendemmia. La distillazione è discontinua, cioè svolta in 2 fasi con l' alambicco charentais: il vino viene preriscaldato e poi raffreddato ottenendo una prima separazione delle sostanze più volatili e pregiate. La vera e propria distillazione avviene dopo 12 ore utilizzando il "cuore" della 1ª distillazione (62% del totale) ed ottenendo un'acquavite chiara e aromatica con 65-72° alcolici.

Il passo successivo è la maturazione in legno che avviene esclusivamente in barrique di quercia di Limousin da 350 litri. Il distillato subisce una profonda trasformazione delle caratteristiche organolettiche ma soprattutto una forte riduzione di volume (circa il 2,5% annuo): il liquido evaporato si chiama "part des anges", la parte degli angeli. La maturazione in legno (max 60 anni) è seguita dal maitres de chai, il mastro di cantina, che provvede all'assemblaggio delle acqueviti di varie annate per ottenere un Cognac equilibrato così come lo conosciamo. Il mastro inoltre provvede ad un taglio dell'acquavite con acqua distillata per portare progressivamente la gradazione alcolica a circa 40°.

Una particolare caratteristica dei luoghi dove le botti sono conservate, è data dal colore grigio scuro delle pareti e dei tetti provocato da un fungo microscopico chiamato "Torula Coniacensis".
In base al gusto personale del consumatore, il Cognac può essere consumato giovane oppure invecchiato oltre i 30, 40 o addirittura 50 anni. Superata la soglia dei 60 anni, se mantenuto nelle botti di legno, può perdere le caratteristiche che lo rendono così particolarmente unico, per assumere un sapore amaro e sgradevole.
I Cognac stravecchi vengono infatti travasati in damigiane chiamate "bonbonnes" che verranno conservate in locali chiamati "Paradis".

Tra i nomi più importanti nella produzione del Cognac occupa un posto rilevante la maison Hennessy le cui origini in Francia risalgono al 1700, quando Richard Hennessy, capitano della Brigata irlandese agli ordini di Luigi XV, giunse a Cognac per motivi militari e, affascinato dalla bellezza del territorio, decise di stabilirvisi. Il suo interesse per il vino ed per il commercio rimanevano però di primaria importanza. I suoi discendenti, nei secoli successivi, non hanno tradito le sue volontà. L'azienda gode attualmente di enorme successo grazie appunto alla dedizione e all'esperienza in questa attività che dura da lunghissimi anni. La Maison Hennessy ha inventato infatti l'XO già molto tempo prima del suo utilizzo come termine ufficiale. Tra le etichette più importanti della Maison Hennessy, oltre alla XO che sta ad indicare un assemblaggio di oltre cento diverse acqueviti delle migliori zone, con invecchiamento anche superiore a cento anni, troviamo la PARADIS, la RICHARD HENNESSY, la HENNESSY PRIVATE RESERVE 1873, nato per esclusivo uso privato dei componenti della famiglia o per amici ed ospiti importanti, risultato di uve coltivate esclusivamente nella Grande Champagne, viene oggi riproposto con la ricostruzione della stessa combinazione di acqueviti con le quali il prodotto venne creato nel 1873.
Altri protagonisti del mondo del Cognac, sono Martell, Hine senza assolutamente tralasciare i nomi locali di Remy Martin, Courvoisier, Otard.

In base all'età delle acqueviti che li compongono, i Cognac vengono classificati in diverse categorie:
"Trois Etoiles" (Tre Stelle), "VS" (Very Superior)
- l'acquavite più giovane che concorre all'assemblaggio per la produzione di questo Cognac, dovrà avere almeno 30 mesi

"VSOP" (Very Superior Old Pale), "VO" (Very Old), Réserve
- l'acquavite più giovane dovrà avere almeno 4 anni e mezzo

"Napoléon", "XO" (Extra Old"), "Grande Réserve"
- si tratta di Cognac di qualità eccelsa, dove l'invecchiamento ha agito profondamente sulle caratteristiche organolettiche, rendendone il gusto estremamente equilibrato.
L'acquavite più giovane che concorre all'assemblaggio dovrà avere almeno 6 anni e mezzo.

L'assemblaggio di acqueviti, la cui provenienza per almeno del 50%, è dei territori della Grande Champagne e Petite Champagne, dà origine ad un distillato che viene definito Fine Champagne.

La temperatura ideale per servire il Cognac è tra i 20° e i 22°.
Il bicchiere a tulipano che si restringe verso il bordo sprigionando un infinità di profumi, è sicuramente quello più adatto per il consumo di questo prodotto.
La sua degustazione si accompagna molto bene con praline di cioccolato, anche se, un abbinamento ideale può rivelarsi quello con i sigari...un'unione armonica per chi vuol concedersi una pausa per rilassarsi o meditare.

Armagnac


Leggermente a sud di Bordeaux, a circa 150 km, troviamo l' ARMAGNAC.

L'Armagnac si divide in 3 zone di produzione che si distinguono per le caratteristiche geologiche del terreno, più o meno ricco di silicio:

  • BAS ARMAGNAC
  • HAUT ARMAGNAC
  • ARMAGNAC TENAREZE

L'Armagnac è il più antico distillato di Francia risalente almeno al XII secolo. Il vino bianco di partenza ha un grado alcolico non elevato intorno agli 8-9° e si ottiene principalmente da uve UGNI BLANC (ma i disciplinari ammettono in misura minore anche FOLLE BLANCHE, COLOMBARD, BACCO, MAUZAC, ecc.).

Si procede alla distillazione continua con l'utilizzo del classico alambicco armagnaçais, che viene alimentato senza interruzione con il fermentato e attraverso le colonne a piatti e le campanelle veicola le parti più volatili verso la destinazione finale. L'acquavite che si ottiene va dai 58 ai 63° alcolici (in alcuni casi si procede anche ad una distillazione discontinua con l'alambicco charentais ottenendo un'acquavite maggiormente alcolica, ~70%). La maturazione dell'acquavite avviene in botti di quercia da 400lt, ed il mastro cantiniere provvede negli anni ad abbattere il grado alcolico con aggiunta di "petit eaux" (miscela di acqua purissima + acqueviti da 20°) fino a ridurlo a 40-48°.


Champagne

La Champagne è una vera e propria striscia di terra a 150km da Parigi tutta percorsa da vigneti, una regione famosa nel mondo la quale sforna centinaia di milioni di bottiglie ogni anno.
Lo Champagne è un prodotto che piace un po' a tutti, ma diciamo subito che è assolutamente inutile paragonarlo a qualunque altro spumante prodotto nel mondo, perché le particolarità di questa regione sono tante e tali ma soprattutto non riproducibili in altre zone. Quante volte si parla della bontà dei nostri spumanti, ma in effetti non è giusto sia nei confronti dei nostri vini e non è corretto nei confronti dello Champagne.

Nella regione quasi tutte le famiglie sono produttori di Champagne e sono iscritte a quella che è la loro Camera di Commercio. Ci sono aziende a conduzione familiare che rappresentano poi la vera bellezza di un viaggio in Champagne. La visita infatti va divisa in due, prima le maison più famose soprattutto per la grandiosità delle loro cantine e poi si viaggia in mezzo ai vigneti e si trovano grandi sorprese in queste piccole aziende familiari dove si può acquistare vino anche millesimato a prezzi bassissimi.

Zoom immagine

© www.academiadovinho.com.br

La Champagne si trova a delle latitudini dove normalmente la vite non sarebbe in grado di dare frutti concentrati tali da dare dei vini così ricchi come sono gli Champagne.
Allora che cosa succede? Le uve maturano bene e sono anche ricche di zuccheri, ma qual è la particolarità di questo territorio? E' quella di essere composto da uno strato di sottosuolo che i Francesi chiamano marna, un composto sedimentatosi nel corso di milioni di anni formato da gesso e materie organiche.
Questo terreno molto compatto è un vero e proprio accumulatore che nella notte restituisce all'uva tutto il calore accumulato durante il giorno. Le viti vengono potate molto basse e quindi riescono a catturare durante la notte il calore rilasciato dal terreno che funge così da mitigatore del clima, in quanto da quelle parti l'inverno dura tanto e fa molto freddo.
L'uva è come se di fatto fosse piantata qualche centinaio di km più a sud.

crayeres

Tenendo conto di quanto sia determinante il terroir per il carattere di un vino, ecco che di fatto lo Champagne diventa unico. Se poi il metodo della rifermentazione in bottiglia lo abbiano inventato i Francesi per merito del mastro cantiniere Dom Perignon dell'abbazia di Hautvillers (XVII secolo), oppure come si dice da altre parti che sia stato un frate francescano italiano, tale Dom Francesco Sacchi nel XIV secolo, beh, in effetti conviene lasciare a loro questa prerogativa visto che hanno saputo sfruttarla prima e meglio.

La Champagne è un territorio abbastanza vasto con le sue suddivisioni. Il capoluogo è la città di Reims, che con la sua cattedrale gotica vale già il viaggio, dove hanno sede le maison più tradizionali come RUINART, POMMERY, TAITTINGER, KRUG, VEUVE CLICQUOT PONSARDIN, ecc. Nel sottosuolo di Reims vale la pena di visitare le cantine di TAITTINGER perché sono autentiche crayères (gallerie belliche) gallo-romane scavate durante la dominazione romana nel IV secolo d.c. in quel territorio e rimaste intatte da quel periodo. Sono effettivamente i locali di maturazione dello Champagne della Taittinger che ha il suo vino di punta nel blanc de blanc Comte de Champagne.


Più a sud c'è l'altra città importantissima della Champagne che si chiama Epernay, e che possiamo identificare come realtà dalla più forte spinta innovativa. MOET & CHANDON è una maison che fa molta ricerca oltre ad essere la più grande, ogni 2-3 anni sforna un nuovo tipo di Champagne ed è la casa che conserva in cantina tutti i millesimi perlomeno degli ultimi 50 anni. Queste bottiglie possono essere ordinate da chiunque, vengono sboccate al momento e per la particolarità e considerando gli anni di invecchiamento sui lieviti si sta su un prezzo ampiamente accettabile, al di sotto di €500 a bottiglia.
Vicino ad Epernay c'è Ay dove ha sede la famosa maison BOLLINGER.


CHARDONNAY

PINOT NOIR

PINOT MEUNIER
Le diverse tipologie di Champagne prevedono
  • il Blanc De Blanc prodotto da sole uve CHARDONNAY,
  • il Blanc De Noir da sole uve PINOT NOIR,
  • gli Champagne base prodotti dall'assemblaggio di CHARDONNAY, PINOT NOIR e PINOT MEUNIER.

Il PINOT MEUNIER ("del mugnaio", così chiamato perché le bacche sono talmente ricoperte di pruina da sembrare infarinate) è meno fine ma è più facile da coltivare e copre il 40% delle estensioni; il PINOT NOIR coltivato ne La Montagne de Reims e ne La Vallee de la Marne è più raffinato e copre circa il 35%; lo CHARDONNAY che dà freschezza e favorisce la presa di spuma arriva intorno al 25%, e viene coltivato soprattutto ad est di Epernay nella Cote de Blanc. La resa media per ettaro va dai 70 ai 100q.

Negli Champagne base un indicatore della qualità è dato anche dalla percentuale di utilizzo di PINOT MEUNIER, infatti il Veuve Clicquot è considerato un po' migliore rispetto agli altri proprio perché si utilizza una quantità inferiore di questo vitigno. Il prodotto di punta di questa maison è il Blanc de blanc La Grande Dame maturato in alcuni millesimi anche 8-10 anni sulle fecce.
Il fattore comune a tutte le maison è quello di avere in genere un portafoglio di prodotti che va dallo Champagne base composto da un blend di tutti i tre vitigni, per arrivare al prodotto di punta che a seconda dello stile aziendale può essere Blanc de blanc oppure Blanc de noir.
Ad esempio Compte de Champagne di Taittinger è Blanc de blanc come il Dom Perignon di Moet & Chandon, ci sono altre aziende come Bollinger e Krug che invece puntano molto sul PINOT NOIR e non usano PINOT MEUNIER neanche nel loro champagne base. champagne remueur
Che differenza c'è tra i due vitigni principali?

Chi punta sul PINOT NOIR vuole potenza e struttura dello Champagne, mentre chi sceglie lo CHARDONNAY gioca tutto sull'eleganza e la raffinatezza del prodotto.
Bollinger e Krug fanno addirittura fermentare il vino base in barrique, così questo vino con note di frutta secca e candita viene poi rifermentato in bottiglia portando a qualcosa di diverso dalle normali note fragranti e floreali.

Le fasi del processo di spumantizzazione che solo qui in via esclusiva si chiama champenois sono queste:
  1. Cuvée/assemblage: vendemmia anticipata per garantire un corredo acido che sia adeguato ai trattamenti che dovrà subire il prodotto; si possono utilizzare anche diverse annate dello stesso vino per garantire un prodotto dalle caratteristiche costanti nel tempo;
  2. liqueur de tirage: per attivare la rifermentazione viene aggiunto al vino il liquore di tiraggio, uno sciroppo a base di lieviti, zucchero di canna (entro i 24g/bottiglia; 4g forniscono 1 atmosfera circa di pressione), sali minerali, caseina e argilla (questi ultimi per facilitare l'eliminazione delle fecce);
  3. imbottigliamento: il vino viene immesso nelle bottiglie (champagnotte) che saranno a tutti gli effetti i contenitori definitivi per la futura commercializzazione; l'imbottigliamento avviene a tenuta stagna con tappi metallici del tipo a corona che presentano all'interno una piccolo cilindro di plastica, la bidule, che servirà a raccogliere meglio le fecce;
  4. presa di spuma (prise de mousse): il vino viene lasciato rifermentare per 4 mesi in posizione orizzontale e per l'azione dei lieviti sugli zuccheri si libera calore, si producono alcol e CO2, ottenendo così uno spumante (bollicine piccole=qualità);
  5. maturazione: per almeno 12 mesi i lieviti oramai esausti o morti si depositano sul fondo formando le fecce che gradualmente liberano sostanze aromatiche nel liquido; periodicamente le bottiglie vengono scosse (sbancamento) per evitare che le fecce si incrostino sulle pareti;
  6. rimescolamento (remuage sur pupitres): le bottiglie vengono poste su appositi cavalletti, le pupitres, sui quali sono ruotate ed inclinate periodicamente per veicolare le fecce verso il collo entro 1-2 mesi; alla fine di questo periodo le bottiglie si troveranno in posizione quasi verticale;
  7. sboccatura (degorgement): bisogna eliminare le fecce che si sono depositate sul tappo. I metodi sono due, uno tradizionale e uno moderno:
    • a la volée, un tempo il cantiniere toglieva il tappo, liberava la bottiglia dalle fecce e rapidamente la raddrizzava per cercare di non perdere troppo vino a causa della spinta dovuta alla pressione interna;
    • a la glace, oggi si immerge la bottiglia in una soluzione refrigerante a -25°C in modo che la parte di vino contenente le fecce si congeli. Si stappa la bottiglia e si asporta il cilindretto ghiacciato con le fecce;
  8. liqueur d'expedition (o liqueur de dosage): si esegue la colmatura del liquido perso (5-20ml) con il degorgement utilizzando un'apposito sciroppo, il liqueur d'expedition, costituito da vino/mosto/zucchero di canna che riporta a volume la bottiglia ma soprattutto caratterizza il prodotto della singola casa; se non viene eseguita la colmatura lo spumante si definisce pas dosé oppure dosagé zero oppure nature;
  9. chiusura (bouchage définitif): si tappa la bottiglia con il tappo di sughero che in origine è un cilindro perfetto e da questo momento assume la forma di fungo; a contatto con il vino ci sono due rondelle di sughero più pregiato per prevenire muffe e altro; le bottiglie sono conservate altri 2 mesi prima di essere immesse sul mercato; quando si stappa una bottiglia più il tappo tenderà ad allargarsi e più il prodotto sarà fresco;
  10. vestizione (habillage): si completa la vestizione della bottiglia con la capsula sotto la gabbietta, l'etichetta (anteriore) e la controetichetta (posteriore).
immagini/champagne gyropalettes.jpg
champagne giro-palettes

Il remuage a mano viene ormai effettuato solo per i vini di punta, altrimenti il processo è meccanizzato con delle grosse gabbie che si chiamano giro-palettes le quali scuotono le bottiglie per circa 10 giorni (contro i 30 giorni manuali) fino a portarle in posizione verticale.
Per formare un remueur ci vogliono almeno 3 anni di esercizio perché arriverà a scuotere migliaia di bottiglie al giorno, ed è straordinaria la precisione che hanno nel ruotare la bottiglia di 1/4-1/6-1/8 di giro.

I produttori di Champagne qualche anno fa fecero opera di tutela del marchio, e i termini "champagne" e "champenois" non possono essere utilizzati in nessun altra parte del mondo.


Bordeaux


E' la zona di riferimento per tutta l'enologia mondiale. A Bordeaux esiste un'antica facoltà di enologia che ha di fatto creato le tecniche di produzione del vino di qualità che si sono poi diffuse in tutto il mondo. Si segnalano Gayon, il padre di tutti i grandi enologi alla fine del secolo scorso, ed Emile Peynaud, capostipiti delle grandi scuole di enologia nel resto del mondo. A Bordeaux si continua a svolgere una ricerca profonda e si producono ancora i più grandi vini rossi del mondo, in alcune annate ancora irraggiungibili come qualità.

Perché Bordeaux ancora detiene questo primato?
Perché qui si fa vino da almeno 300 anni.


Oggi in Italia si fanno grandi vini di qualità che spesso nei concorsi internazionali raggiungono i primi posti, ma se andiamo ad analizzare la qualità anche dal punto di vista della costanza di produzione si può notare che i vini francesi restano ancora i migliori.

Nel 1800 in Italia non venivano assolutamente prodotti i vini che si fanno oggi. La differenza è che in Francia è storia secolare, in Italia si è cominciato a produrre un vino di qualità a partire dalla seconda metà degli anni '80. Quando noi parliamo di tecniche innovative ci riferiamo a tecniche che si sono adottate da pochi decenni ma che a Bordeaux sono in uso da secoli: ad esempio la barrique non è un'innovazione per i Francesi perché da loro si è sempre utilizzata la botte piccola (225-250 litri), mentre da noi era adottata solamente la botte grande. Per loro inoltre la qualità sta anche nell'innovazione in altri campi, come i migliori trattamenti in vigna, l'abbattimento delle rese per ettaro, la ricerca e la scelta dei terreni migliori dove piantare un certo vitigno, in cantina sta nel raggiungimento della massima pulizia del processo produttivo, in tecniche di microssigenazione.

In questo senso i Francesi sono stati e sono tutt'ora dei precursori.


Bordeaux è una zona molto vasta e viene spesso associata solamente ai vini rossi. E' certamente la zona con il più alto consumo pro capite di vino rosso. Negli ultimi 20 anni è stato riconosciuto da vari studi il cosiddetto "paradosso bordolese": la zona mondiale con il più alto consumo di vino rosso è anche la zona con il più basso tasso di mortalità per malattie cardiovascolari. Da qui ci si è accorti che forse il vino rosso fa bene alla salute e sono iniziati gli studi che hanno portato a dire che alcune sostanze presenti nel vino (soprattutto nei rossi, in particolare i polifenoli) sono un po' gli "spazzini delle arterie".
cartina bordeaux

Su tutto il territorio possiamo identificare i tre vitigni canonici:

i quali concorrono a formare quello che si definisce il "taglio bordolese". Esistono delle zone dove viene messa nel vino una maggiore percentuale di CABERNET SAUVIGNON, altre dove si utilizza una maggiore percentuale di CABERNET FRANC e una zona in particolare dove si produce MERLOT in purezza. Comunque i vini di queste parti si fanno solamente con questi tre vitigni, i quali sono stati adottati in tutto il mondo, in particolare CABERNET SAUVIGNON e MERLOT: il primo è alla base di quasi tutti i grandi vini rossi, però qui c'è il suo habitat naturale.
Per capire meglio il territorio immaginiamo la zona come un orologio con al centro la città. Siamo sulla costa atlantica, centro-sud della Francia, sull'estuario della Garonne, nel punto in cui il fiume si getta nella Gironde.
La zona più importante di tutto il bordolese è la MEDOC. Zona alluvionale, creata dal corso della Garonne verso l'Atlantico, è la patria dei vini rossi leggendari.

A sua volta si può dividere in due parti:
  • HAUTE-MEDOC (alto Medoc, anche se è più a sud, ma si riferisce al corso del fiume)
  • MEDOC
In particolare nella zona dell'Haute-Medoc più vicina a Bordeaux si fanno i grandi bordolesi. Quest'area è da sempre al centro dell'attenzione del mondo vitivinicolo tanto che la prima e principale legge che regolamenta la classificazione dei vini francesi, promulgata nel 1855, è stata concepita sulla realtà produttiva di queste parti ed è tuttora in vigore.

La classificazione dei vini di questo territorio è questa: nel 1855 in Francia già esistevano le AOC (Appellation d'Origine Controllee) ed il territorio era già suddiviso in dipartimenti. Lo scopo del disciplinare era quello di dare un valore aggiunto alle migliori aziende presenti sul territorio. Nascono così i Cru, che in Francia identificano un preciso vigneto (anche se in altre zone il termine può assumere significati diversi).

A Bordeaux comunque per cru si intende un vigneto, ed in particolare l'azienda proprietaria del vigneto. All'epoca furono identificate le migliori 60 aziende produttrici e a queste fu assegnata la denominazione di Cru Classé , cioè "classificato". Questa definizione significa pertanto che l'azienda nell'ambito di una Cru Classé ha un riconoscimento ed un valore più elevati che vengono riportati sull'etichetta.
I Cru Classés a loro volta sono stati suddivisi in 5 livelli:
  1. PREMIERE GRAND CRU CLASSÉ
  2. DEUXIEME CRU CLASSÉ
  3. TROISIEME CRU CLASSÉ
  4. QUATRIEME CRU CLASSÉ
  5. CINQUIEME CRU CLASSÉ
Questa è la classificazione dei vini dell' Haute-Medoc.

Appartengono alla 1ª fascia dei Cru Classé i 5 nomi leggendari dei vini bordolesi:
  • Château Lafite-Rothschild, PAUILLAC
  • Château Margaux, MARGAUX
  • Château Latour, PAUILLAC, il più tipico dei grandi vini rossi bordolesi, molto austero
  • Château Haut-Brion Pessac, PAUILLAC
  • Château Mouton-Rothschild, PAUILLAC, elevato da 2me Cru a Premiere Grand Cru nel 1973, finora unica deroga alle classificazioni in più di 150 anni.
(In Italia a Montalcino sono anni che i produttori chiedono di avere una classificazione di questo tipo, data la vastità del territorio di produzione del Brunello ela molteplicità delle aziende produttrici si avverte la necessità di un'ulteriore classificazione all'interno della DOC. I legislatori però non sono sensibili a questa esigenza, né a Montalcino né nel Chianti).

Nell' Haute-Medoc la ricetta classica prevede 60-70% di CABERNET SAUVIGNON e il resto tra MERLOT e CABERNET FRANC (taglio bordolese).
Si parla di taglio e non di uvaggio perché le tre uve hanno tempi di maturazione diversi: il CABERNET SAUVIGNON può maturare anche un mese dopo il MERLOT, quindi l'uvaggio (cioè l'assemblaggio delle uve prima della vinificazione) non è possibile.
Sempre nell' Haute-Medoc nella microzona di Margaux c'è una minore percentuale di CABERNET SAUVIGNON a favore del MERLOT , nella zona di Pauillac dove si sono i Medoc più strutturati c'è invece una maggiore percentuale di CABERNET SAUVIGNON.

Nel LIBOURNAIS, più all'interno, il CABERNET SAUVIGNON cede il passo agli altri 2 vitigni. Anche questa zona si può suddividere in due aree:
  • POMEROL, con grandi MERLOT in purezza, dove nasce uno dei vini più costosi al mondo, il Petrus (Château Petrus), da 500 euro a bottiglia. E' un vino austero, strutturato, con possibilità di invecchiamento in bottiglia dai 50 ai 70 anni. Il costo è dato anche dalla possibilità di investimento nel tempo;
  • SAINT-EMILION, un nome medievale, dove prevale il CABERNET FRANC. La differenza tra i due Cabernet è data dai sentori di frutti di bosco, mirtillo, cassis, sciroppo, confettura del CABERNET SAUVIGNON al quale l'invecchiamento conferisce speziature importanti, mentre il CABERNET FRANC è un vitigno con profumi minerali più spinti, speziature più dure, toni vegetali, più austero.
Nella zona di Pomerol non c'è una classificazione di Grand Cru come nel Medoc, mentre a Saint-Emilion con una legge del 1954 sono stati identificati 2 livelli di CRU oltre i quali ci sono centinaia di aziende comprese nell'Appellation Montagne Saint Emilion:
  1. PREMIERE GRAND CRU CLASSÉ (comprendente 13 CRU)
    • Categoria A
      • Château Cheval Blanc
      • Château Ausone
    • Categoria B
      • Château Angelùs
      • ... (per un totale di 11 CRU)
  2. GRAND CRU CLASSÉ
    • ... (per un totale di 55 CRU)
Ogni dieci anni l' Institut National des Appellation d'Origine (I.N.A.O) può rivedere questa classificazione (già alterata in passato negli anni 1969, 1979, 1984, 1996).

A Bordeaux si produce anche il SAUTERNES, vino muffato più importante al mondo, il muffato per eccellenza. I vinificatori del Sauternes hanno fatto scuola nel resto del mondo sul trattamento delle uve attaccate dalla muffa nobile Botrytis Cinerea e poi sottoposte a vinificazione. A Sauternes, un'area circa 40 km a sud di Bordeaux, viene prodotto un vino utilizzando soprattutto due tipologie di vitigni:
  • SEMILLON, la più importante, un'uva particolarmente adatta ad essere attaccata dalle muffe nobili in quanto la sua buccia è particolarmente coriacea e quindi non viene distrutta dalla muffa che può soltanto avviluppare l'acino succhiandone l'acqua. Questo vitigno dà una certa potenza al vino per le sue caratteristiche organolettiche, oltre ad un sentore iodato, salmastro, conferito dalla muffa nobile;
  • SAUVIGNON BLANC, utilizzato come complemento per dare soprattutto profumi fini ed eleganti
Qualche produttore aggiunge una piccola percentuale di una varietà di MUSCADELLE, un vitigno che dà un'ulteriore nota aromatica al vino.

A Sauternes vengono prodotti questi vini per la fortunata situazione territoriale. Infatti il piccolo comune si trova in una zona alluvionale particolarmente umida, con forti escursioni termiche e persistenti nebbie dovute anche alla scarsa ventilazione. Questo clima è ideale per lo sviluppo della muffa nobile che tutti gli anni, con secolare precisione, si presenta nello stesso periodo dell'anno.
Nelle annate sfortunate in cui per qualche particolare situazione climatica la muffa non si sviluppa, la migliori aziende di Sauternes non producono vino mentre quelle minori lo imbottigliano ugualmente come Sauternes ma risultano vini di poco pregio.

Esiste una classificazione particolare, sempre del 1855, nata soprattutto per premiare un'azienda vinicola da molti considerata la più importante a livello mondiale: la Château d'Yquem Sauternes, antichissima e prestigiosa, di proprietà nobiliare, che ottenne una particolare classificazione in quanto non assolutamente paragonabile per diversità di produzione alle Cru dell' Haute-Medoc.

La classificazione è la seguente:
  1. PREMIERE CRU SUPERIOR o EXCELLENT
    • Château d'Yquem Sauternes
  2. PREMIERE CRU
    • ... (11 CRU)
  3. DEUXIEMES CRU
    • ... (14 CRU)
Le altre aziende rientrano nell' Appellation Sauternes Controllee.

Il rigore produttivo della Château d'Yquem Sauternes inizia già in vigna. Le piante producono circa 200-300 grammi di uva per pianta che sono asciugati prima di arrivare in cantina. Ciò si traduce in una resa per ettaro inferiore ai 6-7 hl, addirittura 4-5 in qualche annata (ad esempio un grande passito italiano si fa con 25-30 hl). I prezzi sono stratosferici, una mezza bottiglia raggiunge sul mercato almeno 150 euro.

Il Sauternes è un vino molto particolare, come tutti i muffati è piuttosto instabile a causa della muffa. Si possono sviluppare malattie oppure oscillazioni precoci e quindi nel processo di vinificazione si aggiunge dell' anidride solforosa in quantità superiori rispetto agli altri vini bianchi o rossi. Qui si può arrivare fino a 400mg/litro. Ne conseguono una inossidabilità, una stabilità ed una pulizia perfette.

In Francia e nelle zone nordiche è consentito utilizzare lo zucchero durante la vinificazione a differenza dell'Italia dove invece è vietato. Ciò è sancito dall'Unione Europea, anche se alcune zone italiane come per esempio le Langhe sono ad una latitudine più a nord di Bordeaux. Per il momento questo disciplinare non è oggetto di discussione né tantomeno di modifica a livello comunitario, pertanto i vini bordolesi possono essere zuccherati mentre i nostri Barolo e Barbaresco no. Il rimedio talvolta può essere peggiore del male, perché si è ovviato con l'utilizzo in vinificazione del cosiddetto Mosto Concentrato Rettificato. Le grandi catene produttive di vino massificato hanno tutto l'interesse che la situazione non cambi visto che lo zucchero costa di più rispetto all'MCR. Ufficialmente il motivo di questi distinguo sull'utilizzo dello zucchero è la latitudine che in Italia consentirebbe con il sole ed il calore una naturale e sufficiente concentrazione degli zuccheri nelle uve.


La filosofia dei vini rossi bordolesi è soprattutto basata su estrazione dei polifenoli, attenzione alle macerazioni prolungate, controllo delle temperature, gradazione alcolica mai molto elevata (generalmente 12,5%). I grandi bordolesi hanno dei tannini magistrali.

Per quanto riguarda l'invecchiamento sia per i rossi che per il Sauternes è previsto il passaggio in barrique mediamente per 24 mesi. E' un'altra differenza rispetto ai disciplinari delle DOCG italiane, perché per tutti i vini è previsto l'invecchiamento in barrique la cui durata dipende dall'annata: se di qualità inferiore non necessitano di un invecchiamento prolungato perché non avrebbero la struttura, la spalla necessaria al legno. Questa elasticità permette anche di mantenere meglio nel corso degli anni il livello qualitativo.


Borgogna




La Borgogna è un'altra importantissima regione vitivinicola che rappresenta l'altra faccia del vino francese rispetto a Bordeaux. A Bordeaux esistono grandi aziende con enormi investimenti, vini seducenti ed invidiati. La Borgogna è proprio l'opposto: aziende medio-piccole con grossa parcellizzazione del territorio dovuta ad un retaggio storico, cioè all'esproprio dei latifondi ecclesiastici da parte di Napoleone e relativa redistribuzione; i vini sono molto austeri e poco immediati nel senso che vanno scoperti un po' alla volta. Facendo un paragone con l'Italia, Bordeaux è un po' la Toscana mentre la Borgogna potrebbe essere il Piemonte.

La Borgogna è una lunga striscia di terra che idealmente va da Lione a sud fino a Digione a nord, anche se la parte più importante è quella a nord. Più o meno al centro di questo territorio c'è il vero capoluogo rappresentato dalla città di Beaune, una cittadina dove si respira il vino e ci sono delle cantine pubbliche sotterranee che si possono visitare, si viene anche muniti di tastevin per l'assaggio dei vini.
Zoom immagine

In Borgogna esistono le classificazioni di Gran Cru che sono i vigneti più importanti, seguiti dai Premiere Cru al secondo posto della gerarchia.
I vigneti si chiamano cru anche se non appartengono ad una singola azienda come a Bordeaux. I singoli appezzamenti di un vigneto possono avere diversi proprietari e si chiamano climat. Una volta vendemmiata l'uva gli imbottigliatori comprano il vino da diversi produttori per provvedere all'elevamento e all'immissione sul mercato: i vini di Borgogna portano pertanto il nome del mercante che lo ha curato. A testimonianza dell'importanza che ha l'uva in Borgogna, anche i nomi di alcune cittadine richiamano qualcosa di legato al vino perché hanno il doppio nome, composto dal nome antico della città più il nome del vigneto più importante di quel territorio. Montrachet ad esempio è il vigneto di Chardonnay più importante di tutta la Borgogna e viene associato ai nomi di alcune cittadine ottenendo Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet.

Quando parliamo di Borgogna parliamo fondamentalmente di due tipologie di vitigni: lo Chardonnay per i bianchi ed il Pinot Noir per i rossi, e si tratta di vini che non hanno rivali nelle loro tipologie in nessun altra parte del mondo.

Il Pinot Noir è un vitigno difficilissimo e scostante, molto attaccato a determinati tipi di clima e di terreno perché minime variazioni possono renderlo ingovernabile, tant'è vero che in nessuna parte del mondo si è veramente scommesso sull'impianto di questa uva (in Italia c'è solo il Vigna S.Urbano di Hofstätter in grado di rivaleggiare con i rossi di Borgogna). La potenza, la struttura e l'eleganza dei vini di Borgogna si trovano solamente in quel territorio.
Romaneé-Conti è la principale azienda produttrice di Pinot Noir e forse in questo momento il vino più caro del mondo in quanto veleggia sopra i €1000 a bottiglia. E' un'azienda leggendaria perché ha una resa per ettaro inferiore ai 25q e vende il vino con un procedimento tutto particolare che contribuisce ad aumentarne il prezzo, nel senso che è proprietaria dei cru principali, uno è proprio il Romanee-Conti, poi c'è La Tâche ed infine il Richebourgs, e vende esclusivamente a casse da 12 bottiglie nelle quali mette a sua discrezione del La Tâche, del Richebourgs e mai più di 2 bottiglie di Romanee-Conti. Questi vini peraltro acquistano un notevole valore nel tempo.

Lo Chardonnay in Borgogna ha effettivamente trovato un habitat superiore a quello di qualsiasi altra zona del mondo. Perché lo Chardonnay può diventare così?
A parte un terreno particolarmente vocato che rende le uve ben strutturate, si adottano delle tecniche di vinificazione estremizzate perché la tradizione borgognona vuole la fermentazione in pièce (botti da 228 lt) oppure in tonneau (da 250 lt) unita al batonnâge, l'introduzione di un attrezzo nel fusto per riportare in sospensione le fecce nobili depositatesi sul fondo. Questo processo è molto lungo, ne viene fuori un vino bianco solo per il colore poiché risulterà particolarmente stabile e longevo.

A nord-ovest della Borgogna esiste il piccolo territorio di Chablis, con uno dei vini bianchi Chardonnay più famosi del mondo ma che a differenza dei borgognoni non subisce elevamento in barrique e risulta certamente più raffinato ed elegante ma meno longevo.

Nella Borgogna meridionale, a sud di Macon, c'è la realtà del Beaujolais ed in particolare del Beaujolais Noveau, che è un po' il papà di tutti i vini novelli.
La differenza sta nel fatto che in Italia il novello viene prodotto con qualsiasi vitigno ammesso dai disciplinari, mentre in Francia si fa solamente in questa zona ed esclusivamente con uva Gamay con macerazione carbonica.


Alsazia


E' un territorio che si estende per 100 km di lunghezza e 5 di larghezza tra il Reno, confine tra Francia e Germania, e la catena montuosa dei Vosgi, che rappresenta il confine reale per clima, territorio e lingua.
Dal punto di vista enologico le caratteristiche territoriali sono simili alla Germania, mentre l'interpretazione di tutti gli elementi è senza dubbio francese: questo ci permette di considerare l'Alsazia un'enclave tedesca in territorio francese, o meglio di parlare di vino tedesco fatto alla francese. Mentre il vino tedesco si concentra sull'equilibrio tra dolcezza e acidità, non dando importanza al tenore alcolico e difficile da abbinare in cucina, il vino alsaziano presenta note analoghe ma anche una certa corposità che lo rende molto adattabile alla cucina locale.
Il Alsazia si produce vino secco e intenso con fermentazione pienamente svolta, in Germania invece il vino è molto leggero con lieve percezione di residuo zuccherino.Tuttavia questa differenza tra i due paesi sta tendenzialmente diminuendo, a causa delle rese per ettaro che oggi sono diminuite (almeno così affermano i produttori).

L'Alsazia ha un totale di 13.000 ettari coltivati a vigna e produce 1.000.000 di hl di vino di cui il 95% è bianco. I vini rossi praticamente non esistono, ma cominciamo a trovare i vitigni a bacca bianca tipici del Centro Europa come Gewurztraminer, Riesling Renano, Pinot Gris, Pinot Blanc, ma soprattutto i primi due dai quali hanno origine i grandi vini alsaziani.
Quelli più importanti sono certamente i vini dolci, le cosiddette Vendange Tardive concentrate nei dintorni della cittadina di Colmar, o ancora meglio le Selection De Grain Nobles (selezioni di acini nobili, vale a dire muffati). Fare vendemmie tardive o selezioni nobili a queste latitudini è un po' il discorso presente per la Mosella, cioè vendemmiare addirittura a -20°C. Sono vini assolutamente eleganti che possono vincere il confronto anche con i Trockenbeerenauslese austriaci e tedeschi.
carta enografica Alsazia
©www.france-vin.com

Il territorio ha un suolo molto vario che comprende calcare, marna, roccia granitica, sabbia e limo.
Si può dividere in 2 zone:
¨ Bas Rhin, a nord, con capitale Strasburgo; basso sta ad indicare la localizzazione della zona rispetto al fiume Reno e non un territorio con qualità inferiore di vini, anche se questi hanno meno fragranza e meno profumi, ma talvolta sono più eleganti rispetto a quelli dell'Alto Reno. In questa zona la catena dei Vosgi è meno elevata, pertanto la barriera protettiva contro piogge e venti è meno efficiente. L'entità delle Vendange Tardive e Selection des Grains Nobles, cioè i prodotti ottenuti con uve botrizzate, è inferiore all'Alto Reno;
¨ Haut Rhin, a sud, con capitale Colmar; particolari condizioni territoriali, come le colline pedemontane e varie rientranze che proteggono dai venti ed esposizioni a sud-est, rendono questa regione particolarmente favorevole alla coltivazione della vite che avviene tra i 180 e 360 m di altitudine.

Per quanto riguarda le classificazioni, si possono identificare due gruppi:
  • Vini d'Alsazia, in genere il vino è prodotto con Chasselas e Knipperlè. Non è necessario indicare il vitigno;
  • A.O.C., con vitigni nobili: Gewurztraminer, Pinot Nero, Pinot Grigio, Riesling Renano, Sylvaner, Muscat, Pinot Blanc. Se sono assemblaggi vengono chiamati Edelzwicker, miscela nobile.
Solo i vini fatti con Riesling, Pinot Grigio, Muscat e Gewurztraminer hanno diritto alla menzione Grand Cru. Ne esistono una cinquantina.

Interessante sottolineare che l'Alsazia rappresenta l'unica regione francese dove in etichetta viene menzionato il vitigno. Le bottiglie adottate sono ovviamente le famose alsaziane chiamate anche "Flute".

Valle della Loira

Zoom immagine Un grande territorio vitivinicolo è la Valle della Loira che va da Orleàns alla costa atlantica. La particolarità sono i vini bianchi prodotti da Sauvignon Blanc.
Caratteristica di tutti i vini francesi è la peculiarità della loro presenza sul territorio: ogni zona è legata al suo vitigno, con un rigore estremo nella Valle della Loira che soprattutto nella parte più interna è segnata dalla coltivazione di Sauvignon Blanc.

Ci sono varie denominazioni ma le due principali sono queste:
  • Pouilly-Fumé, ottenuto da Sauvignon Blanc in purezza, molto strutturato, con bassissime rese in vigna e sottoposto a maturazione in legno; la barrique cambia capacità e anche nome, si passa a 350-500 litri e si chiama piece. Il legno di questi vini dona un leggero tono di tostatura al vino; il nome "Fumé" deriva dal fatto che in origine il nome locale dell'uva era Blanc Fumé ;
  • Sancerre, più vicino alla città di Orleàns, dove il legno non viene molto utilizzato, è un complemento abbastanza raro; il vino risulta più sapido, fresco ed elegante. E' il vino tipico della Valle della Loira
Meno importanti, proseguendo sul corso del fiume verso la città di Tours, sono le Appellation di Vouvray e Touraine dove si producono vini bianchi e rossi.

Da ricordare verso la parte finale della Loira, nel Nantais, un vino noto per essere abbinato alle ostriche i cui allevamenti sono concentrati sulle coste della Bretagna. Questo conferma la tradizione che vuole gli abbinamenti più idonei con la gastronomia regionale.
Il vino tipico è il Muscadet e si ottiene dal vitigno Melon De Bourgogne che ormai si chiama comunemente come il vino, Muscadet. Il grado alcolico è sui 10-11%, con una spiccata sapidità e sentori fruttati, ed è un vino da bere giovane. Secondo una tradizione regolamentata dalla legge il vino viene imbottigliato "sur lie", sulle fecce, cioè mentre ancora si trova sulle fecce.

Enografia Europea - Portogallo - Germania - Austria - Ungheria

In Europa non si produce ovunque, ci sono delle latitudini dove la vite non può fruttificare, dei paesi che sono rimasti molto arretrati dal punto di vista delle tecniche produttive ed altri paesi che invece si sono risvegliati e stanno spingendo avanti il continente sulla strada della qualità.

La vite in Europa nasce in Grecia, la prima nazione ad essere interessata da questa coltivazione ma che attualmente è restata un po' al palo. Questa arretratezza dei produttori contrasta con la storia e le tradizioni di questo paese, poiché questa è la patria dei più importanti vitigni che negli altri paesi sono oggi definiti autoctoni.

PORTOGALLO

Non esiste un vino portoghese bianco o rosso di alta qualità, soprattutto un vino che riesca ad affermarsi a livello internazionale. I vari Lancer's e Mateus sono stati delle grosse e riuscite iniziative commerciali, ma in realtà all'interno della bottiglia c'è solamente un vino frizzantino che possiamo bere come aperitivo o al più sulla pizza.
L'orgoglio dei lusitani è invece il Porto, che nella sua tipologia viene considerato uno dei più grandi vini del mondo.

GERMANIA

La Germania non si è mai data una legge ferrea né una classificazione importante, le produzioni di origine controllata nasceranno solo tra breve in osservanza delle disposizioni UE.

A causa del clima che hanno alle loro latitudini non ci sono importanti produzioni di vino rosso, perché a quelle temperature i vitigni a bacca rossa vengono penalizzati. L'unica produzione di un certo rilievo avviene a sud su base PINOT NERO.

Si fa del vino bianco secco, facile da bere e di basso grado alcolico perché con quel freddo diventa un'impresa concentrare gli zuccheri.

Se vogliamo trovare una sorta di graduatoria per i vini tedeschi dobbiamo concentrarci sul grado alcolico ma soprattutto sul tenore zuccherino. Infatti un valore importante per la classificazione dei vini è la percentuale di zucchero contenuta nel mosto e misurata in gradi oechsle.
Zoom immagine
La legge tedesca prevede 4 livelli di qualità:
  • DEUTSCHER TAFELWEIN: vino da tavola intorno al 5% di alcol non soggetto a prove di qualità;
  • LANDWEIN: vino da tavola soggetto a requisiti lievemente più specifici sul tenore zuccherino. Va dal secco (trocken) all'amabile (halbtrocken);
  • QBA - QUALITÄTSWEIN BESTIMMTER ANBAUGEBEIETE: vasta categoria di vini considerati di qualità perché vengono indicate le regioni di origine ed i vitigni utilizzati;
  • QMP - QUALITÄTSWEIN MIT PRÄDIKAT: qualità massima, con vini ai quali non si può aggiungere zucchero.
    Si divide a sua volta in 5 categorie:
    1. KABINETT: sono vini secchi e aciduli, di largo consumo e si basano sui classici vitigni bianchi centroeuropei, GEWURZTRAMINER, PINOT BIANCO, RIESLING RENANO, MULLER-THURGAU;
    2. SPATLESE: cominciano ad essere vini dal grado alcolico leggermente più elevato, a volte secchi a volte abboccati;
    3. AUSLESE: sono vini ottenuti da uve selezionate;
    4. BEERENAUSLESE: vini ottenuti da uve selezionate e appassite; paragonabili ad alcuni nostri passiti anche se con grado alcolico minore;
    5. TROCKENBEERENAUSLESE: vini ottenuti da uve selezionate, appassite oppure muffate, una sorta di Sauternes tedeschi di produzione limitata su base RIESLING RENANO; molto costosi anche per la difficoltà della vendemmia che si esegue in inverno, col gelo notturno.

A parte ci sono anche altre due tipologie:
  • EISWEIN: vini con tasso zuccherino elevato ottenuto con uve di RIESLING RENANO, congelate e raccolte tardivamente (a differenza dei Trockenbeerenauslese sono senza muffa nobile); il ghiaccio disidrata, concentra gli zuccheri e preserva i profumi primari dell'uva. E' la zona della MOSELLA, precisamente la MOSEL-SAAR-RUWER, quella in cui si producono autentici fuoriclasse nel genere;
  • SEKT: vini spumanti secchi prodotti con uve locali o importate; rifermentati sia in bottiglia che in cisterna.

AUSTRIA

L'Austria è molto simile alla Germania, oltre che per ragioni storico-culturali anche per l'impostazione delle aziende vinicole e le tipologie di vino.
La differenza grossa con la Germania è data dall'impianto normativo perché in Austria c'è una legge che in modo molto rigoroso definisce quali sono le denominazioni di origine, i territori e i loro disciplinari di produzione.

In ogni caso anche qui ritroviamo le stesse tipologie viste in Germania:
  • KABINETT: sono vini secchi e aciduli, di largo consumo e si basano sui classici vitigni bianchi centroeuropei, GEWURZTRAMINER, PINOT BIANCO, RIESLING RENANO, MULLER-THURGAU;
  • SPATLESE: cominciano ad essere vini dal grado alcolico leggermente più elevato, a volte secchi a volte abboccati;
  • AUSLESE: sono vini ottenuti da uve selezionate;
  • BEERENAUSLESE: vini ottenuti da uve selezionate e appassite; paragonabili ad alcuni nostri passiti anche se con grado alcolico minore;
  • TROCKENBEERENAUSLESE: vini ottenuti da uve selezionate, appassite oppure muffate, di produzione limitata su base GEWURZTRAMINER, PINOT BIANCO e RIESLING RENANO; molto costosi anche per la difficoltà della vendemmia che si esegue in inverno al gelo.
  • EISWEIN: vini con tasso zuccherino elevato ottenuto con uve GEWURZTRAMINER, PINOT BIANCO e RIESLING RENANO, congelate e raccolte tardivamente (a differenza dei Trockenbeerenauslese sono senza muffa nobile); il ghiaccio disidrata, concentra gli zuccheri e preserva i profumi primari dell'uva. I metodi di raccolta e di vinificazione sono comunque gli stessi dei vini tedeschi.
Zoom immagine
I costi di questi vini sono nettamente inferiori ma anche l'ampiezza organolettica risulta decisamente minore. Tutta la produzione austriaca è concentrata nella parte orientale intorno alla città di Vienna, perché il resto del territorio è troppo montuoso e la vite fa fatica a fruttificare.

UNGHERIA

Il TOKAJI ungherese, definito da Luigi XIV «il Vino dei Re, il Re dei Vini» è un vino molto importante che rende famosa l'Ungheria enologica nel mondo. In questo paese c'è una notevole tradizione vinicola e si producono dei vini bianchi e rossi di buon pregio, ma sono vini che stentano ancora a conquistare i mercati.

Benché ci siano molte differenze tra il TOKAJI ungherese ed il Tocai Friulano (si scrive diversamente, e poi uno è un vino e l'altro un vitigno), l'UE ha disposto che dal 2007 il vino italiano non potrà più utilizzare l'attuale appellativo.

Il Tokaji può variare da secco a molto dolce, quasi pastoso, tanto può essere il suo residuo zuccherino, perché il vitigno base FURMINT se vendemmiato tardivamente può dare concentrazioni zuccherine elevate nei suoi grappoli, che si chiamano aszù. Ancora più importante è l'azione della botrytis cinerea, che si sviluppa grazie all'estate calda combinata con l'umidità dei fiumi e delle correnti dell'area dei Carpazi.
Zoom immagine


Sulle bottiglie di Tokaji, oltre alla tradizionale fascetta con il tricolore orizzontale ungherese, si trova la dizione PUTTONYÓS, che sta ad indicare un contenitore di uva appassita da circa 25 kg, simile ad una gerla, accompagnata da un numero da 2 a 6, cioè il numero di ceste che vengono aggiunte ad un tino di 140 kg totali (questi tini si chiamano "gônci") contenente mosto normale. I vini più importanti sono quelli «Aszù» che normalmente hanno un elevato numero di puttonyos, da 2 a 6 fino al TOKAJI ESSENCIA (8 puttonyos) che contiene solo uve botritizzate e arriva in alcuni casi a 400g/litro di residuo zuccherino. Ad ogni modo il FURMINT ha anche come sua peculiarità un'acidità fissa elevata, per cui il vino risulta ugualmente bevibile riequilibrando la morbidezza degli zuccheri.
Il Tokaji Szamorodni, che significa "così come viene", è invece un vino base prodotto senza l'aggiunta di uve aszù, cioé non attaccate dalla botrytis cinerea. Può variare da dolce (édes) a secco (száras).

giovedì 19 gennaio 2012

Tabella Temperature Medie Vini

http://img215.imageshack.us/img215/8776/thermometer20in20the20m.jpg


La temperatura di servizio del vino è un aspetto fondamentale che consente di apprezzare le sue qualità organolettiche in modo appropriato. La tabella che segue riassume le temperature di servizio per le varie tipologie di vini.

VinoTemperatura
Bianchi giovani10° - 12° C
Bianchi maturi12° - 14° C
Rosati giovani e leggeri10° - 12° C
Rosati maturi e corposi12° - 14° C
Rossi novelli10° - 14° C
Rossi giovani, poco tannici e leggeri14° - 16° C
Rossi maturi, tannici e corposi16° - 18° C
Rossi molto maturi e affinati18° C (20° C)
Spumanti dolci e aromatici8° C
Spumanti rossi dolci e aromatici10° - 12° C
Spumanti “metodo Charmat”8° - 10° C
Spumanti “metodo Charmat lungo”10° - 12° C
Spumanti “metodo classico senza anno”8° - 10° C
Spumanti “metodo classico millesimati”10° - 12° C
Passiti e Vini Dolci10° - 18° C
Fortificati o Liquorosi10° - 18° C

Vini Bianchi


I vini bianchi sono in genere più acidi dei vini rossi e, rispetto a questi, sono poveri in tannini e quindi la sensazione di astringenza sarà molto bassa, praticamente nulla. Considerando che una bevanda acida diventa più gradevole a basse temperature, i vini bianchi non vengono generalmente serviti a temperature alte. La temperatura preferenziale per questi vini varia in genere fra i 10° C e i 14° C. I vini bianchi giovani, freschi e aromatici possono essere serviti anche a 10° C mentre quelli meno aromatici a 12° C. Vini bianchi morbidi e maturi, affinati per qualche anno in bottiglia, sopportano temperature più alte e potranno essere serviti fra i 12° C e i 14° C.
Servire un vino bianco ad una temperatura più elevata di queste, significa esaltare i suoi caratteri “dolci” a scapito dell'acidità e della sapidità che invece sono considerate caratteristiche gradevoli e desiderate in questo tipo di vino.

Vini Rosati


Il servizio dei vini rosati segue, in genere, le stesse regole dei vini bianchi. Tuttavia è necessario considerare l'eventuale tannicità di questi vini e servirli quindi ad una temperatura più alta in modo da non renderli troppo astringenti. Vini rosati giovani e freschi, tannicità permettendo, si servono fra i 10° C e i 12° C, mentre quelli più robusti e di corpo, compresi quelli più maturi, si possono servire fra i 12° C e i 14° C.

Vini Rossi


La temperatura di servizio dei vini rossi dipende da molti fattori, ma vista la loro natura “tannica” e meno acida dei bianchi, solitamente vengono serviti a temperature più alte. Vini rossi giovani poco tannici si servono solitamente fra i 14° C e i 16° C, mentre per quelli più corposi e tannici si può arrivare anche a 18° C. I vini affinati per anni in bottiglia, di corpo e ancora tannici, possono essere serviti a 18° C, eccezionalmente a 20° C.
I vini rossi giovani poco tannici e poco strutturati, possono anche essere serviti fra i 12° C e i 14° C senza risultare astringenti e rimanere senz'altro piacevoli. Questa regola è senz'altro vera per i vini “novelli” che, grazie alla loro particolare tecnica di vinificazione, sono poveri in tannini e si possono servire più freddi rispetto agli altri vini rossi, risultando comunque gradevoli.

Vini Spumanti


Vista la notevole quantità di tipologie di spumanti esistenti, stabilire una regola valida per tutte avrebbe poco senso. Gli spumanti bianchi dolci e aromatici, come per esempio l'Asti Spumante, vanno serviti ad una temperatura di 8° C; grazie alla loro aromaticità possono infatti sopportare basse temperature.
Gli spumanti dolci rossi, come per esempio il Brachetto d'Acqui, possono essere serviti a temperature comprese fra i 10° C e i 12° C; anche in questo caso gli spumanti più aromatici sopportano temperature più basse fino a 8° C mentre per quelli un po' più tannici sarà necessario aumentare la temperatura anche fino a 14° C.
Gli spumanti secchi cosiddetti “metodo Charmat” o “metodo Martinotti”, come per esempio il Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano, possono essere serviti a temperature comprese fra gli 8° C e i 10° C.
Una considerazione particolare va fatta per gli spumanti “metodo classico”, come per esempio il Franciacorta, e i “méthode champenoise”, come lo Champagne. In genere questi spumanti vengono serviti a temperature comprese fra gli 8° C e i 10° C, tuttavia quando si tratta di millesimati importanti o comunque di spumanti affinati per lungo tempo, si può arrivare anche a 12° C in modo da favorire lo sviluppo degli aromi complessi che lentamente e faticosamente si sono sviluppati nel corso del tempo.

Vini Passiti e liquorosi


La caratteristica comune a queste due tipologie di vini è, in genere, l'alta percentuale di alcol e, spesso, sono entrambi dolci. Tuttavia esistono dei vini liquorosi secchi, come per esempio certe tipologie di Marsala e gli Jerez Fino, che contengono una quantità di zuccheri tale da non essere percepita al gusto. Per questi vini la temperatura di servizio va stabilita in funzione di cosa si intende valorizzare. Se si preferisce accentuare le caratteristiche dolci del vino, la complessità dei loro profumi e la loro austerità, sarà bene servirli ad una temperatura alta, fra i 14° C e i 18° C, ricordandosi in questo caso che sarà anche l'alcol ad essere esaltato. Se si intende favorire la loro freschezza, o nel caso di vini molto dolci in cui si preferisce mitigare questo aspetto, sarà necessario servirli ad una temperatura più bassa compresa fra i 10° C e i 14° C.
I vini liquorosi secchi, freschi e giovani possono essere serviti anche a temperature più fredde e inferiori ai 10° C: in questo modo la percezione dell'alcol sarà notevolmente ridotta; tuttavia è necessario ricordare che più è bassa la temperatura e minore risulterà lo sviluppo degli aromi. La piacevolezza e la complessità dei profumi tipica di questi vini è una caratteristica gradita e interessante: servirli troppo freddi significa anche sacrificare questo importante aspetto.

Bicchieri da Vino

Bicchieri per Vini Bianchi e Rosati

Nella figura sono riportate alcune tipologie di bicchieri adatti per il servizio dei vini bianchi e rosati.


Bicchieri per Bianchi e Rosati
Bicchieri per Bianchi e Rosati

  • Vini Bianchi Giovani e Freschi (Fig. .A) - La caratteristica principale di questo bicchiere è la forma della sua apertura che tende ad allargarsi rispetto al corpo. Quando il vino viene introdotto nella bocca, questa particolare forma dirige il liquido principalmente nella punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, e quindi ai lati della lingua, più sensibili all'acidità. Questo bicchiere è inoltre adatto per i vini giovani e freschi che hanno inoltre un certo residuo zuccherino che deve essere valorizzato. La forma del calice consente inoltre di concentrare i profumi verso il naso e favorendo la percezione degli aromi delicati e fruttati dei vini giovani.
  • Vini Bianchi Corposi e Maturi (Fig. .B) - Il corpo più largo con apertura maggiore, consentiranno una migliore percezione degli aromi complessi dei vini bianchi maturi. I vini bianchi maturi e strutturati saranno valorizzati in bocca grazie all'apertura diritta che dirigerà il vino nelle parti laterali e posteriori della lingua, per poi giungere, infine, alla punta e valutare quindi, in modo complessivo, la sua morbidezza.
  • Vini Rosati Giovani e Freschi (Fig. .C) - In questo tipo di bicchiere valgono le stesse considerazioni fatte per il calice per vini bianchi giovani; l'apertura allargata consente di dirigere il vino sulla punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, in modo da rendere il vino più equilibrato. Altra caratteristica di questo bicchiere è il corpo largo che consente un'adeguata ossigenazione del vino e quindi un corretto sviluppo degli aromi.
  • Vini Rosati Corposi e Maturi (Fig. .D) - Per questo calice valgono le stesse considerazioni fatte per i vini bianchi corposi e maturi. La forma più larga del corpo favorisce un'adeguata ossigenazione del vino e lo sviluppo degli aromi.

Bicchieri per Vini Rossi

Nella figura sono riportate alcune tipologie di bicchieri adatti per il servizio dei vini rossi.



Bicchieri per Rossi

Bicchieri per Rossi

  • Vini Rossi Giovani (Fig. .A) - Questo bicchiere è essenzialmente uguale a quello utilizzato per i vini bianchi corposi e maturi, di fatto si può utilizzare tranquillamente lo stesso bicchiere. Questo tipo di vino, con tannini, quando presenti, piuttosto aggressivi, deve stimolare principalmente le parti interne della bocca ed evitare, almeno nella fase iniziale di introduzione nella cavità orale, il contatto con le gengive che a causa dell'astringenza darebbero luogo ad una sensazione tattile poco piacevole. Il corpo del bicchiere dovrà essere inoltre largo in modo da consentire un'adeguata ossigenazione e sviluppo degli aromi.
  • Vini Rossi Corposi o Maturi (Fig. .B) - Le considerazioni fatte per il bicchiere precedente sono valide anche per questo. Le differenze sono nell'altezza e nella larghezza del bicchiere, in questo caso maggiore, e nell'apertura più stretta che favorirà la concentrazione degli aromi complessi, frutto della maturazione del vino sia in bottiglia sia in botte, esaltandone la percezione al naso.
  • Vini Rossi Corposi e Molto Maturi (Fig. .C) - La caratteristica di questi bicchieri data dalla loro grande dimensione, con corpo piuttosto ampio per consentire la giusta ossigenazione di vini rossi lungamente affinati in bottiglia e con tannini che hanno già assunto un carattere più morbido. La forma ampia di questo bicchiere consente inoltre di evitare, quando possibile, la decantazione del vino in quanto, data la sua ampiezza, consente un'adeguata ossigenazione del vino, sviluppando aromi complessi e terziari, che saranno ben concentrati nell'apertura più stretta. L'apertura è inoltre alta e diritta in modo da dirigere il vino inizialmente nella parte posteriore della bocca, esattamente per la stessa ragione degli altri bicchieri per vini rossi. Date le sue caratteristiche, questo bicchiere è da utilizzarsi per vini prodotti con uve piuttosto vigorose come il Sangiovese o il Cabernet Sauvignon.
  • Vini Rossi Corposi e Molto Maturi (Fig. .D) - Questo bicchiere costituisce una variante del precedente e la differenza è da ricercarsi nella sua apertura che tende ad aprirsi. Questa caratteristica dirige il vino verso la punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, ed è utile per tutti i vini che con il tempo esaltano la loro componente acida, come per esempio il Pinot Nero e il Nebbiolo.

Bicchieri per Vini Dolci e Liquorosi

Nella figura sono riportate alcune tipologie di bicchieri adatti per il servizio dei vini dolci, passiti e liquorosi.


Bicchieri per Dolci e Liquorosi
Bicchieri per Dolci e Liquorosi

  • Vini Dolci e Passiti (Fig. .A) - Si tratta di un calice di piccole dimensioni con corpo ampio e apertura stretta in modo da favorire sia lo sviluppo degli aromi sia la loro concentrazione nel naso. La dimensione ridotta suggerisce il servizio di una quantità minore, com'è in genere abitudine per questi vini. L'apertura diritta consente al vino di essere diretto nella parte posteriore della cavità orale in modo da non esaltare eccessivamente la sua caratteristica dolce tanto da farlo apparire “stucchevole”.
  • Vini Liquorosi (Fig. .B) - A differenza del bicchiere precedente, l'altezza del corpo è maggiore e l'apertura è più accentuata, tuttavia la grandezza di questo bicchiere è piuttosto piccola. La maggiore altezza consente un maggiore sviluppo degli aromi complessi e intensi dei vini liquorosi, come per esempio il Marsala, lo Sherry (Jerez), il Porto e il Madeira. L'apertura accentuata lo rende particolarmente adatto per i vini liquorosi secchi in quanto il liquido sarà inizialmente diretto verso la punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, in modo da contribuire maggiormente al suo equilibrio.

Bicchieri per Spumanti

Nella figura sono riportate alcune tipologie di bicchieri adatti per il servizio dei vini spumanti.



Bicchieri per Spumanti

Bicchieri per Spumanti

  • Spumanti metodo “Charmat” (Fig. .A) - Questo bicchiere, detto mezza-flûte, ha il corpo stretto e lungo in modo da favorire lo sviluppo del perlage nei vini spumanti. La sua lunghezza minore rispetto alla flûte, lo rende adatto per i vini spumanti secchi prodotti con il metodo Charmat o Martinotti, in genere caratterizzati da un perlage meno raffinato e con bollicine più grandi. Il diametro molto stretto favorisce uno sviluppo lento e continuo dell'anidride carbonica consentendo, inoltre, una buona concentrazione dei profumi delicati verso il naso.
  • Spumanti Metodo Classico (Fig. .B) - Questo bicchiere, detto flûte, ha un corpo stretto e lungo in modo da favorire e apprezzare lo sviluppo del raffinato perlage tipico degli spumanti prodotti con il metodo classico. Il suo diametro stretto favorisce inoltre la percezione degli aromi delicati e freschi, pertanto questo tipo di bicchiere è adatto per gli spumanti metodo classico giovani e non millesimati.
  • Spumanti Metodo Classico Maturi e Millesimati (Fig. .C) - Si tratta di una flûte con la pancia più larga e apertura stretta, caratteristiche che consentono l'ossigenazione del vino e quindi il giusto sviluppo degli aromi complessi e terziari degli spumanti metodo classico millesimati e maturi, senza compromettere per questo lo sviluppo e l'apprezzamento del perlage.
  • Spumanti Aromatici Dolci (Fig. .D) - Questo bicchiere, detto semplicemente coppa, è particolarmente indicato per gli spumanti aromatici e dolci, come per esempio l'Asti spumante. Data la notevole carica aromatica di questi vini, è più opportuno servirli in calici con aperture molto larghe, piuttosto che nella flûte, in modo da mitigare la prorompente aromaticità primaria dell'uva e lasciare spazio anche ad altri aromi. Questi spumanti, generalmente prodotti con metodo Charmat, non possiedono particolari qualità di raffinatezza nel perlage, quindi è un fattore che può essere trascurato. L'apertura del bicchiere, che tende leggermente a stringersi, consentirà al vino di essere diretto sulla punta della lingua e valorizzare la dolcezza del vino.

Vitigni Italiani

http://img252.imageshack.us/img252/8805/vitignomoscato.jpg


I vitigni più diffusi in Italia

La vite è una pianta antichissima che da milioni di anni è presente nelle zone temperate del pianeta; solo da qualche migliaio di anni però si è cominciato a produrre vino.
Hanno incominciato i sumeri, poi gli egiziani e greci e quindi gli etruschi.
Oggi l'Italia è il primo paese vitivinicolo del mondo e l'Europa detiene l'80% della produzione mondiale.
Il Sangiovese è il vitigno più diffuso in Italia, che copre oltre il 10% delle superfici vitate ad uva da vino. Il sangiovese insieme a Catarratto Bianco siciliano, Trebbiano Toscano, Montepulciano ed il Barbera ricoprono da soli oltre il 30% delle coltivazioni.
In totale in Italia ci sono ben 355 vitigni autoctoni che rappresentando un record unico al mondo. Sono in crescita di superficie vitata i vitigni internazionali per via della maggiore apertura verso i mercati internazionali nonostante la progressiva riscoperta delle qualità autoctone.

Vediamole da Nord a Sud ed Isole :

VALLE D’AOSTA

Uve a bacca rossa

Dolcetto
Freisa
Fumin
Gamay
Grenache
Merlot
Nebbiolo
Neyret
Petit Rouge
Pinot Nero
Syrah
Vien de Nus
Uve a bacca bianca
Blanc de Morgex
Chardonnay
Cornallin
Mayolet
Moscato Bianco
Muller Thurgau
Petite Arvine
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Priè Blanc
Priè Ruge (Premetta)

PIEMONTE

Uve a bacca rossa

Aleatico
Ancellotta
Avana
Avarengo
Barbera
Bonarda
Brachetto
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Ciliegiolo
Croatina
Dolcetto
Doux d'Henry
Durasa
Freisa
Grignolino
Lambrusca di Alessandria
Malvasia di Casorzo
Malvasia di Schierano
Merlot
Moscato Nero
Nebbiolo
Neretta Cuneese
Neretto di Bairo
Pelaverga
Pinot Nero
Plassa
Quagliano
Ruchè
Sangiovese
Uva Rara
Vespolina

Uve a bacca bianca

Arneis
Barbera Bianca
Chardonnay
Cortese
Erbaluce
Favorita
Moscato Bianco
Muller Thurgau
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Riesling Renano
Riesling Italico
Sauvignon
Sylvaner Verde
Timorasso
Traminer Aromatico

LIGURIA

Uve a bacca rossa

Alicante
Barbera
Cabernet Franc
Canaiolo
Ciliegiolo
Dolcetto
Merlot
Pollera Nera
Rossese
Sangiovese

Uve a bacca bianca

Albana
Albarola
Bianchetta genovese
Bosco
Greco
Lumassina
Malvasia Bianca Lunga
Moscato Bianco
Pigato
Rollo
Trebbiano Toscano
Vermentino

LOMBARDIA

Uve a bacca rossa

Ancellotta
Barbera
Bonarda
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Corvina
Croatina
Dolcetto
Fortana
Franconia
Freisa
Groppello di Mocasina
Groppello di Santo Stefano
Groppello Gentile
Incrocio Terzi n.1
Lambrusco di Sorbara
Lambrusco Grasparossa
Lambrusco Maestri
Lambrusco Marani
Lambrusco Salamino
Lambrusco Viadanese
Marzemino
Merlot
Montepulciano
Moscato di Scanzo
Nebbiolo
Negrara
Pignola Pinot Nero
Raboso Veronese
Rondinella
Rossola Nera
Sangiovese
Schiava
Schiava Gentile
Schiava Grigia
Schiava Grossa
Uva Rara Vespolina

Uve a bacca bianca

Chardonnay
Cortese
Garganega
Incrocio Manzoni 6.0.13
Invernenga
Moscato Bianco
Muller Thurgau
Malvasia Bianca di Candia
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Prosecco
Riesling Renano
Riesling Italico
Sauvignon
Trebbiano di Soave
Trebbiano Giallo
Trebbiano Romagnolo
Trebbiano Toscano
Verdeca

VENETO

Uve a bacca rossa

Ancellotta
Barbera
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Ciliegiolo
Corvina
Croatina
Enantio
Fertilia
Franconia
Freisa
Groppello Gentile
Incrocio Manzoni 2.15
Lagrein
Lambrusco di Sorbara
Lambrusco Maestri
Malbech
Marzemino
Merlot
Molinara
Negrara
Nigra
Pavana
Pinot Nero
Prodest
Raboso Piave
Raboso Veronese
Refosco dal Peduncolo Rosso
Rondinella
Rossignola
Sangiovese
Schiava Gentile
Schiava Grigia
Schiava Grossa
Teroldego
Tocai Rosso
Trevisana Nera
Turca
Wildbacher

Uve a bacca bianca

Bianchetta Trevigiana
Chardonnay
Cortese
Durella
Flavis
Garganega
Incrocio Bianco Fedit 51 C.S.G.
Incrocio Manzoni 6.0.13
Italica
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia Bianca Lunga
Malvasia Istriana
Moscato Bianco
Moscato Giallo
Muller Thurgau
Nosiola
Pinella
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Prosecco
Riesling Renano
Riesling Italico
Sauvignon
Sylvaner Verde
Tocai Friulano
Traminer Aromatico
Veltliner
Verdisio
Verduzzo Friulano
Verduzzo Trevigiano
Vespaiola

TRENTINO ALTO ADIGE

Uve a bacca rossa

Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Enantio
Lagrein
Malvasia
Marzemino
Merlot
Meunier
Negrara
Pavana
Pinot Nero
Portoghese
Rebo
Schiava Gentile
Schiava Grigia
Schiava Grossa
Teroldego

Uve a bacca bianca

Bianchetta Trevigiana
Chardonnay
Kerner
Incrocio Manzoni 6.0.13
Moscato Giallo
Moscato Rosa
Muller Thurgau
Nosiola
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Riesling Renano
Riesling Italico
Sauvignon
Sylvaner Verde
Traminer Aromatico
Trebbiano Toscano
Veltliner

FRIULI VENEZIA GIULIA

Uve a bacca rossa

Ancellotta
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Forgiarin
Franconia
Gamay
Lambrusco Maestri
Malbech
Marzemino
Merlot
Piccola Nera
Pignolo
Pinot Nero
Raboso Piave
Raboso Veronese
Refosco dal peduncolo rosso
Refosco Nostrano
Schioppettino
Tazzelenghe
Terrano

Uve a bacca bianca

Chardonnay
Garganega
Malvasia Bianca Lunga
Malvasia Istriana
Moscato Giallo
Moscato Rosa
Muller Thurgau
Picolit
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Prosecco
Ribolla Gialla
Riesling Renano
Riesling Italico
Sauvignon
Semillon
Sylvaner Verde
Tocai Friulano
Traminer Aromatico
Ucelut
Verduzzo Friulano
Verduzzo Trevigiano

EMILIA ROMAGNA

Uve a bacca rossa

Ancellotta
Barbera
Bonarda
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Canina Nera
Ciliegiolo
Croatina
Dolcetto
Fortana
Lambrusco di Sorbara
Lambrusco Grasparossa
Lambrusco Maestri
Lambrusco Marani
Lambrusco Montericco
Lambrusco Salamino
Lambrusco Viadanese
Marzemino
Merlot
Montepulciano
Negretto
Pinot Nero
Raboso Veronese
Sangiovese
Sgavetta
Terrano
Uva Tosca

Uve a bacca bianca

Albana
Biancame
Chardonnay
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia di Candia Aromatica
Malvasia Rosa
Montù
Moscato Bianco
Mostosa
Muller Thurgau
Ortrugo
Pignoletto
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Ribolla Gialla
Riesling
Italico
Riesling Renano
Sauvignon
Trebbiano Modenese
Trebbiano Romagnolo
Trebbiano Toscano
Verdeca

TOSCANA

Uve a bacca rossa

Aleatico
Alicante
Ancellotta
Barbera
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Canaiolo
Canina Nera
Ciliegiolo
Merlot
Montepulciano
Pinot Nero
Pollera Nera
Prugnolo Gentile
Sangiovese
Schiava Gentile
Syrah
Vermentino Nero

Uve a bacca bianca

Albana
Albarola
Ansonica
Biancone
Canaiolo Bianco
Chardonnay
Grechetto
Greco
Livornese Bianca
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia Bianca Lunga
Moscato Bianco
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Sauvignon
Semillon
Trebbiano
Trebbiano Toscano
Vermentino
Vernaccia di San Gimignano

MARCHE

Uve a bacca rossa

Aleatico
Alicante
Barbera
Cabernet Franc
Canaiolo Nero
Ciliegiolo
Merlot
Montepulciano
Pinot Nero
Sangiovese
Vernaccia Nera

Uve a bacca bianca

Albana
Biancame
Bombino Bianco
Chardonnay
Grechetto
Maceratino
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia Bianca Lunga
Malvasia Toscana
Passerina
Pecorino
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Sauvignon
Trebbiano Toscano
Verdicchio Bianco

UMBRIA

Uve a bacca rossa

Aleatico
Barbera
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Canaiolo Nero
Cesanese Comune
Ciliegiolo
Merlot
Montepulciano
Pinot Nero
Sagrantino
Sangiovese

Uve a bacca bianca

Biancame
Chardonnay
Garganega
Grechetto
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia Bianca Lunga
Moscato Bianco
Pecorino
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Trebbiano Spoletino
Trebbiano Toscano
Venaccia di San Gimignano

LAZIO

Uve a bacca rossa


Aleatico
Barbera
Bombino Nero
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Canaiolo Nero
Cesanese Comune
Cesanese d'Affile
Ciliegiolo
Merlot
Montepulciano
Pinot Nero
Sangiovese
Syrah

Uve a bacca bianca

Bellone
Bombino Bianco
Canaiolo Bianco
Chardonnay
Grechetto
Greco
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia Bianca Lunga
Malvasia del Lazio
Moscato Bianco
Moscato di Terracina
Passerina
Pecorino Pinot Bianco
Trebbiano di Soave
Trebbiano Giallo
Trebbiano Toscano

ABRUZZO

Uve a bacca rossa


Aglianico
Barbera
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Ciliegiolo
Merlot
Montepulciano
Pinot Nero
Sangiovese

Uve a bacca bianca

Biancame
Bombino Bianco
Chardonnay
Malvasia Bianca Lunga
Moscato Bianco
Pecorino
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Regina
Regina dei Vigneti
Trebbiano Toscano
Verdicchio Bianco

MOLISE

Uve a bacca rossa

Aglianico
Barbera
Bovale Grande
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Ciliegiolo
Monepulciano
Pinot Nero
Sangiovese

Uve a bacca bianca

Bombino Bianco
Chardonnay
Falanghina
Greco
Malvasia Bianca Lunga
Moscato Bianco
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Sauvignon
Trebbiano Toscano

CAMPANIA

Uve a bacca rossa

Aglianico
Aleatico
Barbera
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Cesanese Comune
Ciliegiolo
Greco Nero
Malvasia Nera
Merlot
Montepulciano
Piedirosso
Pinot Nero
Primitivo
Sangiovese
Sciascinoso
Uva di Troia

Uve a bacca bianca

Asprinio
Bellone
Biancolella
Bombino Bianco
Coda di Volpe
Falanghina
Fiano
Forastera
Greco Bianco
Malvasia Bianca
Malvasia di Candia
Montonico Bianco
Moscato Bianco
Pinot Bianco
Pinot Grigio
San Lunardo
Trebbiano Toscano

PUGLIA


Uve a bacca rossa

Aglianico
Ancellotta
Aleatico
Barbera
Bombino Nero
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Ciliegiolo
Lacrima
Malvasia Nera di Brindisi
Malvasia Nera di Lecce
Merlot
Montepulciano
Negroamaro
Piedirosso
Pinot Nero
Primitivo
Sangiovese
Uva di Troia

Uve a bacca bianca

Asprinio
Bianco Alessano
Bombino Bianco
Chardonnay
Falanghina
Fiano
Francavidda
Greco
Greco di Tufo
Grillo
Malvasia Bianca
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia Bianca Lunga
Montonico Bianco
Moscatello Selvatic
Moscato Bianco
Pampanuto
Pinot Bianco
Sauvignon
Trebbiano Giallo
Trebbiano Romagnolo
Trebbiano Toscano

BASILICATA

Uve a bacca rossa

Aglianico
Aglianicone
Aleatico
Bombino Nero
Ciliegiolo
Malvasia Nera di Basilicata
Montepulciano
Primitivo
Sangiovese
Uve a bacca bianca
Asprinio
Bombino Bianco
Chardonnay
Fiano
Malvasia Bianca di Basilicata
Moscato Bianco
Pinot Grigio
Trebbiano Toscano

CALABRIA

Uve a bacca rossa

Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Calabrese
Castiglione
Gaglioppo
Greco Nero
Magliocco Canino
Malvasia Nera di Brindisi
Merlot
Marsigliana Nera
Nerello Cappuccio
Nerello Mascalese
Nocera
Pecorello
Prunesta
Sangiovese

Uve a bacca bianca

Chardonnay
Greco Bianco
Guardavalle
Guarnaccia
Malvasia Bianca
Moscato Bianco
Pinot Bianco
Sauvignon
Trebbiano Toscano

SICILIA

Uve a bacca rossa

Alicante
Barbera
Cabernet Sauvignon
Calabrese
Catanese Nero
Corinto Nero
Frappato
Gaglioppo
Nerello Cappuccio
Nerello Mascalese
Nocera
Perricone
Pinot Nero
Sangiovese
Nero d’avola

Uve a bacca Bianca

Albanello
Ansonica
Carricante
Catarratto Bianco Comune
Catarratto Bianco Lucido
Chardonnay
Damaschino
Grecanico Dorato
Grillo
Malvasia Bianca
Malvasia di Lipari
Moscato Bianco
Moscato Giallo
Pinot Bianco
Sauvignon
Zibibbo

SARDEGNA

Uve a bacca rossa

Aglianico
Albarenzeuli Nero
Aleatico
Ancellotta
Barbera Sarda
Bovale
Bovale Grande
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Caddiu
Cagniulari
Canaiolo Nero
Cannonau
Caricagiola
Carignano
Dolcetto
Gaglioppo
Girò
Greco Nero
Malvasia Nera
Merlot
Monica
Nieddera
Nieddu Mannu
Pascale
Pinot Nero
Sangiovese

Uve a bacca bianca

Albarenzeuli Bianco
Arvesignadu
Biancolella
Chardonnay
Clairette
Falanghina
Forastera
Malvasia Bianca di Candia
Malvasia di Sardegna
Moscato Bianco
Nasco
Nuragus
Pinot Bianco
Pinot Grigio
Retagliado Bianco
Sauvignon
Semidano
Torbato
Trebbiano Toscano
Vermentino